Esistono storie, sparse in ogni angolo del globo, che parlano di esseri luminosi discesi dal cielo per istruire l’umanità. Ma mentre in molte culture questi racconti restano frammentati, la tradizione indiana conserva un resoconto dettagliato di colui che non portò armi o leggi, ma una vera e propria tecnologia della coscienza: Adiyogi, il primo yogi.
Chi è Adiyogi? L'Apparizione sull'Himalaya
Circa 15.000 anni fa, nelle regioni superiori dell’Himalaya, apparve un essere la cui origine non era umana. Non era nato, non era cresciuto; semplicemente, si manifestò in uno stato di estasi assoluta. La folla si radunò attorno a lui sperando in miracoli, ma lui restava immobile, in un silenzio vibrante.
Quell'essere era Shiva, ma in quel contesto venne chiamato Adiyogi. Egli non era venuto per essere adorato, ma per mostrare che l'evoluzione umana non deve necessariamente fermarsi ai limiti biologici imposti dalla natura.
I Saptarishi: I Sette Saggi e la Trasmissione del "Software"
Solo sette persone ebbero la determinazione di restare accanto a lui per decenni, cercando di apprendere il suo segreto. Questi divennero i Saptarishi, i Sette Saggi.
La trasmissione della conoscenza non avvenne tramite libri, ma attraverso una profonda risonanza energetica. Adiyogi trasmise loro 112 modi attraverso i quali un essere umano può trascendere i propri limiti e realizzare il divino dentro di sé. Questi 112 metodi costituiscono la base di tutto ciò che oggi chiamiamo Yoga:
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Non solo posture fisiche (Asana).
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Ma meccaniche del respiro (Pranayama).
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E ingegneria dei flussi energetici (Nadi e Chakra).
Yoga e Vimana: Scienza Interiore e Tecnologia Celeste
Il legame tra Adiyogi e il "cielo" non si ferma alla sua apparizione. I testi antichi indiani, come i Veda e i Purana, descrivono un’epoca in cui il confine tra terra e cosmo era sottile.
Mentre Adiyogi insegnava la tecnologia interiore (lo Yoga), i testi descrivono anche una tecnologia esteriore avanzatissima: i Vimana. Queste macchine volanti, descritte con dettagli tecnici sorprendenti, erano i veicoli dei Deva (esseri di luce).
La connessione è affascinante: per pilotare queste macchine o per comunicare con questi esseri, era necessario che il sistema umano fosse "sintonizzato" su frequenze superiori. Lo Yoga era lo strumento per elevare la percezione umana fino a renderla capace di interagire con il cosmo.
La Diaspora della Conoscenza
Una volta istruiti, Adiyogi ordinò ai Saptarishi di andare ai quattro angoli del mondo:
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Uno andò in Asia Centrale.
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Uno in Nord Africa e Medio Oriente.
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Uno in Sud America.
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Uno restò in India (il celebre saggio Agastya).
Questo spiega perché ritroviamo simboli simili allo yoga, piramidi e riferimenti a "esseri del cielo" in civiltà lontanissime tra loro. La "conoscenza stellare" di Adiyogi era diventata il patrimonio dell'umanità.
Un'eredità ancora attuale
Oggi guardiamo allo Yoga come a un modo per rilassarci o per fare una ginnastica alternativa al classico fitness da palestra, ma alle sue origini era la scienza suprema portata da un essere extraterrestre (o extradimensionale) per permetterci di hackerare il nostro destino biologico. Adiyogi ci ha insegnato che "l'unica via d'uscita è la via d'entrata".
Curiosità: Sapevi che la statua di Adiyogi situata a Coimbatore, in India, è la più grande scultura di un busto al mondo? È alta 112 piedi, proprio come i 112 modi che ha insegnato per raggiungere la liberazione.
La Via d'Entrata: Hackerare il Sistema dall'Interno
Per millenni, l'essere umano ha cercato la felicità o la "liberazione" modificando l'ambiente esterno: accumulando beni, cercando relazioni o cambiando luogo geografico. Adiyogi ribalta completamente questa prospettiva.
Il Limite della Percezione Esterna
Adiyogi spiegò che tutto ciò che percepiamo (suoni, luci, sensazioni) avviene in realtà dentro di noi. Non vediamo il mondo "là fuori", ma vediamo la proiezione del mondo sulla nostra retina e lo elaboriamo nel nostro cervello. Se la nostra esperienza è interna, è lì che dobbiamo intervenire. Cercare la soluzione "fuori" è come cercare di aggiustare l'immagine di un film toccando lo schermo del cinema invece di intervenire sul proiettore.
Il Sistema dei 112 Cancelli
L'insegnamento degli 112 modi (o Vijnana Bhairava Tantra) si basa sull'idea che il corpo umano sia una struttura con 112 "punti di ingresso" o soglie.
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Questi includono il respiro, i sensi, il battito cardiaco e persino il vuoto tra i pensieri.
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"Entrare" significa spostare l'attenzione dai contenuti della mente (i pensieri) ai processi del sistema umano.
Trascendere la Biologia (L'Uscita)
L'umanità è intrappolata in schemi biologici ciclici: fame, sonno, riproduzione, paura. Adiyogi definì questa ripetizione come una sorta di "prigione evolutiva".
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La "via d'uscita" da questi cicli non è la morte, né un paradiso lontano.
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È la capacità di scendere così in profondità nella propria architettura interiore da trovare il punto in cui la nostra coscienza individuale si fonde con l'intelligenza cosmica.
"Se vuoi conoscere l'universo, non guardare il telescopio: guarda colui che ci sta guardando dentro."
Per Adiyogi, lo Yoga non è una fuga dal mondo, ma un'immersione totale nel proprio sistema. Solo comprendendo e padroneggiando i meccanismi interni (la via d'entrata) possiamo liberarci dai condizionamenti mentali e fisici (la via d'uscita).
LUCA MATTAROZZI Personal Trainer, insegnante di Ai Jutsu e di Yoga presso l'associazione Dojo Maharishi Sathyananda


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