Nella geometria sacra dello yoga, ogni asana è un sigillo che racchiude una storia. Quando portiamo il peso del corpo sulle mani e distendiamo le gambe nel vuoto in Eka Pada Kaundinyasana, non stiamo solo sfidando la gravità: stiamo incarnando l'archetipo di Kaundinya, il saggio che ebbe il coraggio di vedere l'invisibile.