Ken Zen Ichi (La Spada e lo Zen sono una cosa sola)
Nel secolo XVI il Maestro di Zen Takuan scrisse una famosa lettera al Maestro di scherma Yagyu Munenori, nella quale intendeva chiarire il collegamento tra la pratica della meditazione Zen e quella dell’Arte della spada. Il motivo centrale di quella lettera era la frase “Ken Zen Ichi” che definisce la vera maestria nell’Arte della scherma quale stato di completa unità dell’uomo, raggiungibile solo attraverso la totale perfezione di Ri (stato dello spirito) e Waza (tecnica).
La frase "Ken Zen Ichi" (La Spada e lo Zen sono una cosa sola) non è semplicemente un'analogia, ma una sintesi filosofica che esprime come la vera maestria in un'arte marziale non sia solo una questione di abilità fisica. Essa va oltre la semplice tecnica e richiede un livello di comprensione e controllo della mente che solo una profonda pratica spirituale può fornire.
Il riferimento alla lettera del Maestro Zen Takuan Soho al maestro di spada Yagyu Munenori è storicamente molto significativo. In questa celebre corrispondenza, Takuan spiega che la mente di un guerriero non deve essere "fermata" da nulla, né dall'avversario, né dalla spada, né dal pensiero della vittoria o della sconfitta. La mente deve essere libera, fluida e senza attaccamento, esattamente come la mente che si cerca di coltivare nello Zen. Solo in questo stato di "non-mente" (mushin), il guerriero può agire in modo spontaneo ed efficace, senza esitazioni.
L'unità di Ri e Waza
La vera Maestria è la totale perfezione di Ri (stato dello spirito) e Waza (tecnica). Questo è il cuore del concetto.
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Waza (tecnica): Si riferisce alle abilità fisiche, alla precisione dei movimenti, alla forza e alla velocità. È l'aspetto tangibile e misurabile dell'arte. La tecnica è la base, il fondamento che deve essere praticato incessantemente per diventare un'azione automatica, quasi un riflesso.
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Ri (stato dello spirito): È l'aspetto interiore. Include la mentalità, la consapevolezza, il coraggio, la calma interiore e la saggezza. È ciò che anima la tecnica. Senza Ri, Waza è solo un insieme di movimenti vuoti. Al contrario, una grande tecnica supportata da un grande Ri diventa un'espressione della completa unità tra mente, corpo e spirito.
L'idea è che la perfezione non si raggiunge solo con la forza o la velocità, ma quando lo spirito è così calmo, centrato e libero da permettere alla tecnica di fluire spontaneamente. La spada diventa un'estensione del corpo e della mente, e l'azione non è più un atto deliberato, ma un'espressione naturale del proprio essere.
Questo testo illustra un ideale in cui la disciplina fisica e la pratica spirituale si fondono, portando a una maestria che trascende le singole parti e si manifesta come un'espressione totale dell'essere umano.
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